Dea delle messi, Regina dell’estate, Dammi sole! Quella Luce, l’Oracolo che Cercavo, al fine sei Tu? Tu che dal verno Rinasci e porti nuove Stagioni nei cuori… Poni la tua mano Sul capo di questo Misero cavaliere Errante, donagli il Tepore della tua Benedizione.
05/07/23
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Non angustiarti, non temere Non sei sola su questa spiaggia Dimenticata dagli dèi olimpi. C’è un’onda là fuori, silente, Dormiente; non è come la marea Che s’alza e s’abbassa al ritmo Delle stagioni e della Luna. No, non sa nemmeno d’esserlo Un’onda, ma quando alla fine Si sveglierà, allora spazzerà via Tutto il lerciume della società, Ogni ingiustizia e torto li Travolgerà, come fuscelli nella piena.
28/05/23
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Persino quelle nuvole Di tempesta, in fronte all’alba, Hanno contorni più luminosi… I miei pensieri invece, Si tingono di pece e fiele, Quaggiù nella bigia cenere.
17/04/23
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Ancora, quel veliero Tra le nuvole veleggia Verso la sua isola Del tesoro evanescente… Mentre io, ancora qui, Incatenato alle rupi Del Caucaso, osservo Inerme le multiformi Nuvole, andare per le Loro avventure celesti.
02/04/23
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A un altro anno Che passato si chiude: Abbiano riso e pianto, Faticato e oziato, Abbiamo amato, odiato, Litigato e fatto pace. Alziamo i calici amici, Brindiamo al nuovo anno!
Dure stagioni si son Accavallate; il sole Al declino, or risorge Sul suo lento cammino E noi, sparse foglie Al vento dell’inverno, Alziamo i calici, amici, Brindiamo al nuovo anno!
Brindiamo al nuovo anno, Ai tempi che verranno; Al destino che tristo Attende il guerriero, Sulla soglia, pronto A partire per terra straniera… Or su compari, levate i calici Brindiamo al nuovo anno!
Un’agenda si chiude, Un’altra se ne apre; Volano le pagine bianche Di una vita tutta da scrivere, Di cupi pensieri, di amori Mai amati e dolori mai espiati. Non pensiamoci oggi, amici miei, Brindiamo al nuovo anno!
31/12/19
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Come il sole, che lento Va scemando la sua luce Nel percorso declinante, E poi, sempre lento, Torna all’antico splendore, Così anche il tuo animo Vada accendendo lumini, Giorno dopo giorno, che Diventeranno un falò… E come la luna, che lenta Cambia volto, paziente, Prima copre e poi si svela, Nella sua pienezza lucente, A volte s’arrossa, a volte S’oppone al potente sposo E oscura persino la terra, Così anche tu, accetta i Cambiamenti pian piano, Arrossisci alla bellezza Della natura.
11/12/22
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Tra terra e mare, Come una spada Dritta e implacabile, Corre il treno, Tra luce a oriente E oscura tempesta Là, all’occaso dove Il giorno muore. Così io, tra bene E male mi provo a Rigar dritto sul filo Sottile della vita.
18/11/22
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Alla fine arriva Il vecchio e stanco Autunno, dal manto Di brina vestito, Fiato gelido, Scarponi di muschio E capelli di foglie Gialle e rosse e marroni… Arriva Autunno Che la felicità porta via.
05/11/22
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Oh si, è una meraviglia, Si sta benissimo, davvero… Romanzi e film ci avevano Abituato ad apocalissi Atroci da girone infernale. Invece, l’acqua è tiepida, L’aria è calda, il sole mite… Non è poi una tragedia Questa fine dell’umanità Se posso godermi il mare Anche a dicembre… la vera Tragedia, semmai, è che non Potrò sciare ma, pazienza, Almeno ho la spiaggia.
01/11/22
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Baciami, baciami tu mare Placido che ti tingi di rosa, Baciami tu sole ch’arrossisci Timido, all’alba, dietro quel Velo brumoso d’oriente. Baciatemi almeno voi, vi prego, Perché le donne non ne Vogliono proprio sapere di un Fallimento ambulante, di questo Misero Pateta.
20/10/22
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Guardate, guardate il Pateta, Che vaga cantando striminziti Pensieri che mai nessuno udrà. Sopra: solo tra la folla incurante, Una società insensibile a tutto. Sotto: ramingo in una valle di Cenere e ossa di sogni disfatti. Sopra: c’è un mare che di rosa Si tinge innamorato dell’alba. Sotto: sabbia di cenere untuosa, Bigia e terrea oscurità perenne. Sopra: splende il sole che porta Giorno, guida e speme all’uomo. Sotto: la Luna Vermiglia dall’alto Scruta, ghigna e si beffa di tutto.
17/10/22
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Quell’unico squarcio Dorato tra le nuvole A est, come un occhio Speranzoso ch’ammicca Dicendomi: «Ancora non Piove ma presto arriverà Anche lì la tempesta».
11/10/22
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Solo una sottile linea Divide mare e cielo, Eppure, quant’è immensa La distanza che li separa? Quanto profondo l’abisso Degli oceani insondabili, Quanto sterminato lo spazio, Etereo della volta celeste?
28/08/22
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Qui, al suono di acque Fresche e mormoranti Ti cercherò, bella ninfa, Spirito del fiume, tra Canneti frementi al vento E carici ombrose, tra giunchi e Ciperi e poligoni; là, dove L’ontano non trova casa, Anch’io andrò vagando, Sperduto tra forre oscure Su greti ciottolosi, in cerca Della tua dimora, o ninfa.
25/08/22
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Voglio tuffarmi In un cielo blu Liquido e placido, Lavare via pensieri Salati alla dolce Carezza delle onde. Voglio perdermi In questa vasta Distesa blu-verde, Annegare il passato E involare l’anima Tra i gabbiani, nel blu.
20/06/22
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Dopo tanta tempesta E pioggia rancorosa Resta solo calma e Un mare bigio, sporco Come l’anima mia… E un cielo fosco, foriero Delle sventure a venire. Eppure laggiù, a oriente, Una striscia di platino, L’occhiolino lucente Del sole che mi sorride.
31/05/22
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Come ci si sente A essere un puntino Nel vasto universo? Una stella tra infinite, Accanto a mostruosità Galattiche divora-materia? Come ti senti lì, nella cara Misera e umida valle, Al canto di grilli e rane Nelle sere di maggio, Accanto a ricchi potenti Ingordi di terra e denaro?
22/05/22
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Resto qui ancora un po’, A guardare placido il mare, Anche lui pensieroso, Mormoreggiante; a contare I granelli di sabbia Dei miei sogni in frantumi; Le orme noncuranti Di chi li calpesta e se ne va.
26/04/22
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Guarda il mare oggi com’è bello: Un immenso prato blu, calmo e Limpido baciato dal tiepido sole… Cosa c’è al di là dal mare, ai confini Dello scibile ove il mio cuore s’invola? Una terra di pace e luminosa grazia? Eppure, qui dalla rupe, se guardo All’abisso che ho lì sotto, famelico Maelstrom divoratore di sogni, Il mio cuore trema, l’ardore svilisce.
12/04/22
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Cos’è che guardi con trasporto, Assente, bei capelli di fuoco? Quel tramonto che s’indora Al tuo sguardo? Io invece voglio Annegare la disperazione nel mare, Quel torbido vortice rancoroso.
08/04/22
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Quanto vorrei tutti i giorni Fossero come questo: Il tepore del sole che rinfresca Il cuore, acque calme E mormoranti come languide Amanti, il verde smagliante Di prati sconfinati carezzati Dal lieve venticello… Quanto vorrei una primavera Eterna che rinsaldi i cuori Di tutto il mondo, E che tutti i cuori palpitino All’unisono, al ritmo della pace: Un inno dei cuori del mondo.
25/03/22
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Almeno oggi l’ho messo da parte Quel male che è in me… ora è lì Che ribolle nel suo calderone Mentre io, placido, contemplo L’orizzonte, sotto un cielo d’opale, Il mare, calmo e scintillante zaffiro. La bruma, quella, è ormai lontana E tinge d’indaco l’estremo confine Tra il cielo e il mare del mio cuore.
24/03/22
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Sto qui all’addiaccio mattutino, Sotto un cielo madreperla che Stenta anche lui a svegliarsi, a Tergersi l’occhio lucente d’opale. Sto qui, a osservare il mare, Il grande re dalle mille sfumature, Lo scuotitore della terra, oggi così Malaticcio, color del latte pallido. Sto qui, misero questuante ai piedi Del tempio degli dèi a contare Il numero dei miei pensieri che Il messo alato scorta agli inferi.
15/03/22
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Guarda le canne al vento, Che incessanti fremono E mormorano alla bruma Dell’alba nella valle che Le carezza, che le scuote. Così il mio cuore, a quel Gelido suo tocco lascivo, Lei la sovrana di questa Mia landa vuota, deserta.
22/02/22
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Ormai non trovo più Nemmeno le parole In questa nebbiosa Valle sperduta tra Salici scheletrici E monchi pioppi, Canne e sterpi Inceneriti e al vento, Che sempre ulula Il suo dolore nel Deserto di ossa E bigia cenere. Dove sei Musa…
20/02/22
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Di là dalle nubi grigie, Plumbee, pesanti e Minacciose, c’è sempre Uno spiraglio di alba Dalla bocca di rosa, Un raggio caldo e Ristoratore, di pace Che ricolma il cuore.
11/02/22
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Sotto gli occhi amorosi delle dee, Le due caste signore del mattino: Lei, la stella portatrice di luce, L’altra, l’alba dalle rosee guance; Mirando il loro risveglio in cielo, Là in fronte alla vallata del Letha Che dolce e lieta scende al mare, Il vecchio pellegrino se ne sta Appoggiato a una imponente Quercia, su una verde collina.
Ricorda il tempo in cui vagava Per i regni della terra e alti Innalzava inni e canti ai banchetti Dei potenti, alle corti festose. Una lacrima ne scese sul viso, A testimoniare quella realtà Che un dì fu e ora non più… Ora, una folata di vento Lo schiaffeggiò a rinvenire: Non più una verde prateria ma Quel deserto di bigia cenere.
Non una quercia ma un turpe Scheletro di resti carbonizzati, Contorti, spezzati e protesi In agonia al cielo… e il cielo, Una vasta distesa di nubi Nere, tempestose e vorticanti, Chiudevano lo spazio tutto, Fin dove occhio ne spingeva. Qualunque cosa avrebbe dato, Il buon vecchio Okrahm, Il Pateta delle lande, per poter Anche solo intravedere Lei, La stella mattutina e non Lei: Quell’orbita rossa, sanguigna, Ghignante e beffarda di tra le nubi, La Rossa Luna foriera di sventura.
10/02/22
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Quella facciata nuda, aspra, austera Del Monte Conero che s’affaccia sul mare, S’illumina del sole mattutino e come faro, Per me la scorgo di lontano dal treno, Mi richiama alla natura selvaggia e sconfinata… E alla libertà.
05/05/16
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C’è un senso d’attesa nell’aria Immota del primo mattino. Cantano allegri i cantori del cielo, Cinguettano lodi al sole che sorge; Freme tutta gialla, già a gennaio, La mimosa non trovando primavera. C’è un senso d’attesa in un giorno Nuovo che nasce, nella brina Di febbraio, sotto i tiepidi raggi Di un sole che va rinvigorendo, Nuova vita, nuovi germogli, Nuovi rampolli, nuovi amori, Nuove avventure, nuovi ritorni… C’è attesa nell’aria: cosa porterà Con sé la nuova, bella stagione?
30/01/22
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Ah… la nebbia e la bruma Mattutine nella valle del Leta Che indorano alla nuova alba… La vita, la terra, la natura tutta, Sopita, attende il marzo ristoratore; E lassù, di tra gli alberi sul colle, Un raggio di sole fa capolino e Colpisce i miei occhi, m’ammicca Amichevole e così mi parla: «Poeta che scruti i segni del tempo, Astrologo delle Stagioni, Aruspice Moderno di una natura che cambia, Ecco che un anno stremato muore Che la mia pioggia dorata possa Portare pace e benessere a tutti». Così il Sole in tutta la sua gloriosa Maestà mentre va sorgendo e porta Vita alla natura, all’umanità… Ma, mi chiedo, all’umanità importa Tutto questo? Se ne accorge almeno? E io, allora, faccio come la bruma: Non me ne importa e svanisco Nella mia valle al sole che nasce.
31/12/21
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Sotto la fredda coltre Di neve dei miei pensieri Mi addormento letargico In trepida attesa della Tua bella stagione, Musa; Del tepore degli abbracci, Del vivo sole nei tuoi occhi, Della fonte d’acqua salvifica Ch’è nella tua voce limpida. Riporta la dolce primavera Nel mio cuore vernino, o Musa…
30/12/21
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Al termine di un anno Sotto un sole pallido e Malato, me ne sto qui Seduto ai piedi d’una Quercia annosa e stanca Di vivere, come me… Ammantato di bruma e Di pensieri offuscato Ripercorro ciò che fu e Tento di carpire che sarà. Ma nulla ha più senso: L’umanità persevera Nella sua follia perenne; La natura, snaturata, Non è più la stessa; Quella Musa che per me Cantava e m’ispirava Or tace nel suo sonno Sempiterno. “Cosa volete, O numi, o potenze celesti, O voi antichi esseri di là Del tempo e dello spazio, Cosa volete che faccia, Perché tutto torni Come prima e ricominci A funzionare un po’ meglio?” Ma nel silenzio del meriggio Fosco e umido di fine Dicembre, dove persino Il gelo sembra essersi Stufato del suo tristo e Ingrato mestiere, tutto Tace, nulla risponde Alle accorate preghiere.
Intanto le ombre s’allungano, Cala il sole malaticcio e stremato, Muore ormai nel suo arco diurno. Muta con lui tutto il mondo: Quel che sta sopra sta sotto, Il mondo ctonio ora ne emerge. Prati e fiori, in cenere e ossa, Luce soffusa, in tenebra asfissiante. Intorno a me, li sento, si svegliano I demoni degli incubi notturni. Tutte le belve affilano le zanne Dei ricordi opprimenti; I mostri dei sogni infranti, Vagano in pena in cerca di prede.
Devo mettermi in marcia Perché dormire non si può Nella valle d’abisso dolorosa Di cenere e di ossa ove sono Confinato ormai da secoli. “Dove sei Musa? Mia Musa… Potesse anche solo un bisbiglio Della tua soave voce acquietare Lo stridore di questo silenzio… O bella Musa, dolce Musa Potesse un fugace barlume Dei tuoi splendidi occhi Fendere queste tenebre…” Ma nulla risponde ai lamenti Del mio cuore ramingo e solingo, Solo le mostruosità che vagano In questo oblio m’ascoltano E Lei, sempre Lei, la Luna Sanguigna che deride Maligna.
29/12/21
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O voi fratelli tutti Che vivete all’aperto E dormite all’addiaccio, Sotto cieli stellati, Sotto l’indifferenza Dei molti e lo sguardo Di chi passa e va… Cos’hanno fatto per voi Quei potenti tracotanti Che pensano di poter Comprare ogni cosa Ma che non sanno Oppure fingon non sapere Che la dignità umana Non si può acquistare Ma facilmente svendere… Io, qui seduto sotto una quercia, Nella fredda steppa del mio cuore Col pensiero volo a voi Guardando le innevate montagne All’orizzonte che si fanno di rosa All’alba che avanza. E penso: «Se il mondo fosse tutto Un po’ più rosa, forse non Ci sarebbero più guerre, Forse saremmo tutti più uguali, Forse non si piangerebbe più Per poter essere sé stessi».
19/12/21
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Persino oggi Il mare è calmo, Non vedi? Onde placide Carezzano gli scogli; Stormi d’uccelletti Svolazzano allegri; Un’alba dorata Bacia cielo, Mare e terra… Allora perché Torme di pensieri Infuriano nel Mio cuore in tempesta? Ondate di fiele S’abbattono Contro le ripide E nere scogliere Della mia Coscienza, Oscuri gorghi Ingoiano pezzi Della mia esistenza E ne rigettano fuori Le bigie ceneri. E sopra, lassù nel cielo Di tenebra, la Luna Rossa Di sangue avvolta, Sogghigna malefica.
14/12/21
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S’avvicina quel giorno in cui Le tenebre vincono la luce; Cadono lente le foglie dagli alberi, Sintomo di un clima che avanza… Intanto, alla flebile luce d’un Sole Morente, pallido e malato, eccole! Si schierano le armate d’oscuri pensieri, Assediano la fortezza della mia Coscienza. Dall’alto, dal cielo che vien facendosi Di nera pece, giunge il monito Della sanguigna Luna beffarda: «Quando il mondo sarà di tenebra L’umanità sarà dannata per sempre E forse nemmeno allora riconoscerà La sua follia!» E io, triste, ammetto La verità di quelle odiose parole E mi preparo all’assalto dei nemici.
12/12/21
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Tra il buio e il gelo Dei giorni più cupi Dell’anno quando il Sole Vien vinto dalle tenebre E tutto tace, tutto dorme In fervida attesa della vita Nuova e promessa che verrà; Nelle campagne buie e ventose S’accende un fuoco, un falò Tremolante spande la sua luce Minuscola e insignificante Tanto sfrontata contro quelle Implacabili tenebre là fuori. Così anch’io tengo accesa Questa flebile fiamma di agenda, Ogni pagina un tizzone, Ogni poesia un rametto, Ogni parola, virgola e punto, Faville che s’innalzano in cielo, Quella distesa cupa, gelida e vernina Dei miei pensieri qui dentro e Della cieca ipocrisia là fuori…
La tengo accesa, sai? questa Fiamma di Speranza, Questo fuoco sacro di divino Discernimento e saggezza Perché, un po’ di calore e luce È sempre ben accolto a chi Come me vaga per lande Vuote, fredde e desolate… Lo tengo acceso e vivace Il fuoco del tempio perché, Quando saremo in tanti Qui a scaldarci scambiandoci Parole che il tacere è bello Non saremo più soli e distanti Ma un unico popolo, Un’unica nazione, Un’unica civiltà. Volate faville dei miei versi Date un segno di speranza A chi nel freddo della steppa Cerca riparo e fraterno aiuto.
08/12/21
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O possente e marmoreo Conero! Che t’ergi immenso A fronte alta a fronte del Nero abisso in tempesta, Insegnami a resistere All’infuriare dell’intemperie, Al sopravanzare inesorabile Delle latebre sempiterne Delle oscure armate e feroci Di tristi pensieri che porto dentro.
07/12/21
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È tornata quella stagione; Il tempo delle foglie ingiallite, Bagnate dalla bruma che al vento Se ne tornano ondeggianti alla terra. Quel tempo del sole rosso al mattino Tra la nebbia che si risveglia Come un drago serpeggiante Tra le profonde valli; o come Un lattiginoso mare che s’ingrossa Cancellando il mondo coi suoi flutti. Così in quel periodo, anche i miei Pensieri si gonfiano sulla marea Dei sentimenti; e pian piano si Staccano, al vento delle emozioni, Dall’albero del cuore e cadono, Tappezzando di variopinte parole Il lastricato viale di queste pagine.
14/10/19
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Quando la falce di Luna E Venere, Stella Mattutina, E Alba dalle gote rosee Si raggruppano in cielo, Triade della Passione, Il mio cuore cede davanti A tanto magnifico splendore.
14/10/20
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Ai novelli rai del sole, Di tra i nembi scuri E bassi all’orizzonte, S’alza la nera marea, Quella tumultuosa Ondata di foschi pensieri. Con l’oro negli occhi, Il nero giù al fondo Della scogliera candida E ripida, sotto una volta Di bigie nuvole semprerranti, L’eremita contempla Il crudo spettacolo Della vuota vastità Che porta nell’animo.
07/12/21
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Lascerò che passino le piogge, Che la bruma inturgidisca i prati E rinverdiscano i pascoli dell’animo; Aspetterò qui sopito, tutte le foglie Dei miei ricordi sparse al vento, Alla terra tutte le mie soglie; Con ansia aspetterò quel caldo Timido raggio primaverile Che scaldi la linfa del mio cuore E mi risvegli alla novella stagione.
09/11/21
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Guardo le foglie cadere: Miriadi di sogni sparsi al vento, Ricordi variopinti e multiformi Di una stagione che fu, Di una vita che più non verrà; Speranze e promesse Di un me che sarà.
07/11/21
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S’alza la bianca nebbia, Quel candido lieve manto Del grigio, vecchio autunno. Essa, lenta lambe e cancella I dolci colli dell’anima mia. E io, misero pellegrino, M’arrampico strenuo Pe’ gl’erti e solidi fianchi Delle Montagne della Vita. Da lassù voglio contemplare Quel latteo e fumoso mare Che cancella i miei peccati, Annega le laceranti pene, Offusca i rancorosi ricordi Quassù, fuggo matrigna Tristezza Cercando sorella Solitudine. Quassù, tra variopinte chiome, Ombrose e profonde vallecole, Ascolto il flebile canto della Musa, Che s’alza all’umido aere ottobrino E spande la funebre stagione. Tutto ha un suo corso, dice Quel carme nella lingua di Natura: Dal verde, al giallo, al marrone; Dal bocciolo, al fiore, allo sterpo; Da rigogliosa vita a humus, Tutto muta e tutto ha un suo tempo. Anche la primavera poi ritornerà.
07/11/21
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O bigie giornate d’autunno, Prendetemi tra le vostre braccia Brumose e stringetemi forte in un Madido abbraccio. Vi aspetto qui, Steso su di un letto di foglie Variopinte, sotto un tetto di rami Contorti e di stelle portatrici Di pioggia e venti inclementi. Fate che io dorma sogni lievi Di fresca e bianca rugiada, Sotto l’alba dalle guance rosee Che stende le sue languide dita tra Verdeggianti praterie di giunchi, Lì dove pascolano ancora i miei Floridi greggi di ricordi, speranze E aspirazioni… ma il pastore di sogni, Sotto il cielo che va arrossando, Mira le nuvole scure all’orizzonte; Bianche di neve le cime aspre e lontane Degli impedimenti, dell’inclemente Vita: L’inverno alla fine arriva e spazza Via ogni felicità e spensieratezza estiva; Tutto copre sotto la candida coltre, S’assopisce così il seme nel mio cuore E attende la promessa di primavera E il rifiorire di quelle lussureggianti E sterminate praterie dove pascolano I miei sogni.
24/10/21
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Sogna pastore sotto il cielo di fuoco, Sogna un mondo dove l’uomo È ancora figlio della natura, Non suo padrone, nemico o aguzzino. Sogna pastore baciato dalla luna piena, Sogna l’acqua che nutre la terra E non più nuoce l’umanità Per la sua vana e cieca superbia. Sogna pastore all’alba di madreperla, Sogna la florida madre terra Che nutre i tuoi magri armenti… Quanto ancora nutrirà l’avida umanità?
16/10/21
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Perché mai un cielo Mattutino, sì rosso, Lucente e glorioso, Preannunciar dovrebbe Un giorno di tempesta? Perché mai un visetto Così angelico, dolce E delicato sarebbe presagio Di cataclismi del cuore? Perché: se c’è luce a Est A Ovest s’addensa la tenebra; Così, agli occhi suoi fatati Un animo di pece contrapponi.
05/10/21
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No, io non rappresento nessuno, Io rappresento solo me stesso; Io parlo per quelle nuvole in cielo Che paiono mari incandescenti nell’empireo; La volta di una gloriosa cattedrale Affrescata nelle tinte cangianti del tramonto. Infine passa; s’alza il vento; si stende l’ombra; S’offusca il cielo e si tingono le nuvole Del cinereo colore della notte. Così anche l’animo mio.
01/08/21
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L’unica cosa che m’attira il cuore È una semplice finestra aperta: Datemi uno specchio di cielo terso, Datemi lembi di verde e oro al vento, Stradine che s’inerpicano per i monti, Selve e macchie che stormiscono Alla dolce brezza mattutina d’estate… E io, allora, più che in paradiso!
13/06/21
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Cosa cerchi tortorella? Cosa spii chinando di Sbieco l’occhio curioso, Cosa guardi tortorella? Cosa ti porta alla mia Finestra? Non hai mai Visto un marchiato Dall’amore avvelenato?
20/05/21
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