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Idoli & Anatemi

Sono Prometeo – 23/05/14

Io sono Prometeo:
Prendo per me,
Do tutto per gli altri,
E niente me ne resta,
E indietro mi tornano
Solo tormenti e frustrazioni.

14/05/23

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Prometeo – 23/04/04

Nel suo tempio abbandonato,
Inginocchiata accanto al fuoco
Che sacro brucia rischiarando
Le menti degli umani, misera
Fiammella ormai del falò d’un dì,
La Musa osserva i bassorilievi
Cangianti alle pareti e rimembra
Quei tristi eventi di un’era andata.

«Vi fu un tempo» comincia la bella,
Assecondata dalle sculture,
«Un gigante tra gli uomini,
Prometeo lo chiamavano perché
Lontano posava il suo sguardo,
Su mondi e lidi preclusi agli altri.
Egli sognava e dal sogno creava,
Folle e torme di fantocci senz’anima,
Pensieri e idee che muovevano due
Passi e poi finivano in cenere.
“No, così non può…” si struggeva
“Tutti i sogni muoiono, i pensieri
Si sfracellano al suolo, non
Spalancano le ali al vento, in cenere
Finiscono le aspirazioni…”
. Poi,

Una sera, che dalla rupe osservava
Tramonto arrossire d’amore per
L’arrivo di Notte sua sposa,
Il suo occhio che tutto vede,
Lo scorse, ardere forte e gagliardo,
Quel fuoco che gli dèi conservano
Gelosamente, lo stesso che qui
Custodisco, ora esausto. Così,
Vide il padre degli dèi maneggiare
Il fuoco della Vita, della Sapienza
E dell’Arte: il fuoco dell’Amore.
Perché Amore, è la forza che tutto
Muove. Prometeo lungimirante,
Capì che quel fuoco mancava ai
Suoi Sogni per prendere vita.

Ardì salire alle auree case, fin
Sulla montagna degli dèi si
Spinse, nel tempio in cui sola
Abito, s’introdusse furtivo,
Guardingo, nascosto dall’amica
Notte che tanto l’ispirava.
Ammirai il suo coraggio, capii
Il nobile intento, avrei potuto
Arderlo vivo, eppure, gliene
Feci dono: gli diedi metà del
Sacro fuoco. Perché giungesse
All’umanità, mi dissi, perché
Gli dèi, avidi, lo nascondevano
Per sé. “Vai Prometeo, gigante
Tra gli uomini, Baal portatore
Del fuoco sacro
Così era scritto nelle sculture
Profetiche del tempio, così
Si compirà il tuo destino”
.

Col favore delle tenebre egli
Se ne tornò alla sua terra e
Nulla ora più lo fermava:
Creava Sogni e quelli subito
Prendevano vita, aveva Idee
E quelle, su grandi ali volavano
Nell’aria; folle di creazioni,
Eserciti di Aspirazioni. Ma ciò
Non piacque agli dèi sovrani,
Gli unici a cui sia concesso
Di sognare, creare e amare.
Il povero Prometeo finì
Giudicato, avvinto da catene
Adamantine, alle rupi del
Caucaso, ai confini della terra.
Aquile gli rodono le viscere,
Notte e giorno si tormenta,
Sotto il sole cocente così come
Al gelo della Notte che gli fu amica.

Prometeo fu punito per aver
Avuto il coraggio di sognare.
Anche tu mio Pellegrino,
Sogna, brama, ama: quello
Fu il dono del gigante agli
Uomini. Questo fuoco s’è ormai
Spento, ma l’altro, quello arde
Arde ancora, in mille piccole
Fiammelle, in voi esseri umani.
Sta a voi tenerlo vivo.»

04/04/23

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Lassù nell’empireo – 23/04/03

Resta lassù, nell’empireo,
Nel tuo aureo Olimpo,
Bella dea della Sapienza…
Lascia me in adamantine catene,
Tra impervie e dimenticate rupi:
Dannato quel fuoco che mai
Ardirò più di rivedere!

03/04/23

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Ancora quel veliero – 23/04/02

Ancora, quel veliero
Tra le nuvole veleggia
Verso la sua isola
Del tesoro evanescente…
Mentre io, ancora qui,
Incatenato alle rupi
Del Caucaso, osservo
Inerme le multiformi
Nuvole, andare per le
Loro avventure celesti.

02/04/23

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Anche Atlante può cadere – 22/06/12

Anche Atlante può cadere
Sotto il peso della sua condanna,
Così Prometeo restò bruciato
Dal fuoco che ardì rubare,
Così Icaro troppo in alto
Desiderò puntare il dito…

12/06/22

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Questo titano caduto – 22/06/10

Non basterebbero
Miliardi di parole
D’amore a salvare
Questo titano caduto,
Che tanto lottò
Per il fuoco proibito.
Non basterebbe, no,
L’età dell’universo
Perché gli dèi possano
Concedergli la pace
E la felicità agognate.

10/06/22

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Voglio uscire da qui! – 22/05/27

Voglio uscire da qui!
Voglio liberarmi, deità!
Da questa prigione,
Spezzare le catene
Della mia coscienza
D’oricalco, indissolubile…
Voglio arrivare lassù
E rapire quel fuoco
Che voi elargite ai più
Ma che io non mi vedrò
Mai ardere nel petto.
E questo freddo titano
Resta qui, ai confini
Della terra, ai margini
Dell’umanità spensierata.

27/05/22

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Si, sono prigioniero:
Sciavo della stupidità
Impostami dalla società,
Avvinto dalle possenti catene
Di oricalco del mio ego.
Qui, dalle rupi caucasiche
Ai confini della terra,
Osservo questo pazzo mondo
E mi rammarico del poco
Che ho fatto per rendermi
Partecipe dell’umanità,
E mi sconforto del molto
Che l’umanità dovrà fare
Per salvarsi un dì dalla condanna.

30/12/21

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