Non angustiarti, non temere Non sei sola su questa spiaggia Dimenticata dagli dèi olimpi. C’è un’onda là fuori, silente, Dormiente; non è come la marea Che s’alza e s’abbassa al ritmo Delle stagioni e della Luna. No, non sa nemmeno d’esserlo Un’onda, ma quando alla fine Si sveglierà, allora spazzerà via Tutto il lerciume della società, Ogni ingiustizia e torto li Travolgerà, come fuscelli nella piena.
28/05/23
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Da qualche parte Là fuori, un raggio Di luce fende le tenebre; Da qualche altra, Pesanti nubi nere Avviluppano il mondo: Anche la luce dei cuori È una quantità costante.
30/01/23
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Ricamare il proprio Destino non è mai semplice Ed è un’arte che s’apprende Nell’arco di una vita intera. C’è chi sferruzza più veloce, Chi più lentamente, altri Invece furbescamente, altri Ancora troppo ingenuamente. Il fatto è questo: non c’è un Modo giusto per ricamare La propria vita e ogni errore Comporta a lungo andare Una deviazione della trama. D’altro canto, ricamando Lentamente o rimanendo Addirittura bloccati non Si raggiungerà mai alla conclusione Dell’arazzo che avevamo in mente. La vera arte del ricamare vita, Allora, non è l’evitare sbagli Ma riuscire ingegnandosi A rendere gli errori parte Integrante della trama complessiva.
15/01/20
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Come il sole, che lento Va scemando la sua luce Nel percorso declinante, E poi, sempre lento, Torna all’antico splendore, Così anche il tuo animo Vada accendendo lumini, Giorno dopo giorno, che Diventeranno un falò… E come la luna, che lenta Cambia volto, paziente, Prima copre e poi si svela, Nella sua pienezza lucente, A volte s’arrossa, a volte S’oppone al potente sposo E oscura persino la terra, Così anche tu, accetta i Cambiamenti pian piano, Arrossisci alla bellezza Della natura.
11/12/22
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Oh, antico poeta, Vate della Roma Imperiale di Nerone, Di Vespasiano e Domiziano; Roma Di tiranni e despoti. Tu sversavi fiele Su ricchi e potenti, Sulla sciocchezza Del volgo che nulla Cura se non panem E stupidi circenses, Dove sei ora? Cosa Mai diresti tu, di Questa società Che va alla malora? Raccolgo il tuo Testimone, fratello Mio di un’epoca Diversa e distante. Terrò alta la fiamma Della ragione contro La mente perversa Della società che Mai cambia eppure, Sempre evolve verso Forme peggiori di Perversioni e malizie.
18/11/22
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C’è chi di tende vede avvolto il mondo: Arte, tramonti e albe, la bellezza raffinata Della terra e dei popoli, sono solo tende… Denaro, cibo, comfort, amici e baldoria Quelli no, non sono tende ma priorità. Io purtroppo di tende mi cingo tutt’intorno, Ne faccio un accampamento, una città Persino, di tende pesanti e raffinate.
12/07/22
Commento – Non sono solito accompagnare questi pensieri con una spiegazione, ma questo credo ne abbia bisogno. Un mio caro amico definisce “tende” tutte quelle cose che ritiene irrilevanti perché, come una tenda di casa, la loro presenza o assenza non cambia davvero la vita; e che siano bellissime o bruttissime, continuano comunque ad assolvere la propria funzione. È una metafora che trovo brillante e, per certi versi, persino una filosofia di vita. Il problema è che nella categoria delle tende finisce per far rientrare quasi tutto ciò che non sia cibo, musica metal, denaro e poche altre cose. Io, al contrario, ho sempre avuto la tendenza a circondarmi proprio di cose inutili.
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Forgiato nel dolore, Temprato dai fallimenti, Infuso d’inossidabile solitudine, Colpo dopo colpo modella, Rafforza, affila l’acciaio Imbrunito del tuo cuore.
21/06/22
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È tutto lì il nodo gordiano della faccenda ma tanto a nessuno importa: non c’è più poesia (o forse non c’è mai stata) nell’aria, ma solo triste e nuda realtà (e scusate, grandi letterati e incensati pensatori, se uso endiadi banali, scontate e illeggibili). Sei un fallito, ci sei nato e ci morirai e persino le tue ceneri andranno ad accumularsi in quel bigio deserto in cui getti via sogni e speranze. Quella Geenna di fallimenti… E poi si stupiscono del mio truce sguardo… come potrei essere felice? Come potrei incenerirle tutte queste vane aspirazioni? Come potrei bruciarle sul nascere, per non vederle germogliare e crescere in rampicanti viticci dorati, prima che mettano le lunghe spine e sottili, e che si tingano di vermiglio sangue che suggono dalle vene pe poi sbocciare in quei fiori amaranto grondanti di fiele?
27/05/22
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No, tenetevi quel vostro tanto caro Pantheon dorato, lassù nell’empireo, Sancta Sanctorum di futili vanità. Io voglio essere come un forziere, Ricco di tesori ma oramai dimenticato; Essere come quel candido fior di loto Che nel fango nasce e sale nel Nirvana. Ma no, tenetevi anche Nirvana e paradiso Lasciatemi invece crogiolare nella melma: Ché nell’empireo troppi ce ne sono E persino di indegni. Quaggiù almeno Sono solo, nella mia singolarità.
10/04/22
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A volte basta uno sguardo Per capire una persona A volte non basta una vita Per comprendere la sua vita. La mia vita è così semplice Che nessuno si degnerà mai Di volerla comprendere.
25/03/22
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Chi cova la sua serpe in seno Finisce coll’asfissiarsi Col proprio stesso fiele, Al meglio delle ipotesi, Nel peggiore dei casi invece Avvelena tutto intorno a sé.
20/03/22
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L’Universo insegna, che non importa quanto tu sia ricco, famoso o potente, alla fine qualche catastrofe, qualche cataclisma, una qualche fatalità ribalterà il tavolo da gioco e rimescolerà tutte le carte in ballo. Essere un esecrabile fallito, asociale e depresso da una vita intera, ad esempio, può risultare un buon salvagente che ti tenga a galla durante la piaga del lock-down, nel diluvio pandemico-universale.
15/03/22
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Gli antichi ce lo insegnano: Le parole, se ben ispirate, Valgono conoscenza, libertà, Onore e persino il potere. Oggi per l’uomo semplice La parola vale meno di nulla E io, misero Pateta, sotto Le parole mi ci seppellisco.
05/03/22
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Un lungo libro su di me? Solo parole sprecate. Sarebbe come scrivere La Divina Commedia Sulla sabbia bagnata Perché tutti la leggessero, Ma verrebbe cancellata Dal calpestio dei noncuranti E dalle spume del mare.
22/04/19
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Tutti nasciamo con sul capo Un conto alla rovescia: Il conto dei nostri genitori Che ci attendono frementi, Il conto inesorabile del tempo Che ci rimane al mondo; Il conto di quanto impiegheremo Ad annichilirci con droghe o alcol.
22/04/19
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Quando imparerò mai a trarre, Come Agricola, il senso della misura Dalla tanta filosofia da cui attingo? Io, che mi vanto d’esser nato A seguir vertute e canoscenza, eppur Finisco sempre a viver come bruto?
30/01/22
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Tutto segue una parabola Ce lo insegnava il Vero Uomo Per deserti, villaggi e monti; Ce lo spiegava il grande filosofo Studiando sotto un albero di melo. La vita stessa, del resto, niente è Se non una grande parabola. Così anche la poesia e miei versi Che in alto salgono e spandono Il loro lamento fino al cielo estremo Fin dentro al cuore degli angeli, E poi, lento s’arresta e per un attimo Sembra persistere… ma subito ricade Precipitosamente, a folle velocità S’infiamma, s’arroventa e giù, giù Si schianta, sconvolge mari e monti ma Non si ferma, si conficca nelle viscere Del mondo ctonio; in quel nero Ade Dove vagano le ombre di pensieri Che un dì furono e più non sono, Senza più una voce né più uno scopo.
11/01/22
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“Chi ha il pane non ha i denti E chi ha i denti non ha il pane”… Ma io vedo che chi ha i denti Ha sempre più troppo pane; E chi invece i denti non li ha, Muore irrimediabilmente di fame.
22/05/19
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Ciò che è andato perduto Difficilmente tornerà… Non perché non possa Essere ritrovato, tutt’altro, Ma perché la sua immagine È legata al passato e ciò che Viene inglobato nel passato Entra a far parte di una Nebulosa soggettiva e vaga. L’oggetto potrà rispuntare Fuori nel futuro (indeterminato); Ma quante volte, dopo aver Cercato più o meno disperatamente E dopo aver rinunciato impotenti, Ci è capitato di ritrovare qualcosa Cui tenevamo e di non provare Più le stesse emozioni passate? Di trovare l’oggetto cambiato? È soltanto quello ad aver Subìto le ingiurie del tempo, O siamo anche noi cambiati E con noi i sentimenti per l’oggetto? Questo insegnano gli antichi: Alla fine, tutto torna ciclicamente Ma tutto muta, anche, all’infinito. Il passato “è stato” ma è vago, fumoso, Il futuro non esiste ma è probabile.
22/05/19
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La mia vita è allenarmi a morire, Rialzarmi, morire ancora e ancora; Allenarmi a uccidere e a essere un’arma. Niente può ferirmi o anche solo scalfirmi Né fisicamente, né tantomeno moralmente.
14/04/16
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