Ne ho visti come voi
Nel mio cieco mondo,
Nella landa cinerea
In cui vago ramingo;
Voi spegnitori di sogni,
Denigratori di aspirazioni.
Là, tra le nere macerie
Di castelli in aria in rovina,
Ci sono larve immonde,
Che banchettano sulle
Carcasse di sogni infranti,
Di aborti d’aspirazioni
Mai nate. Quelle viscide
Creature brulicano, sapete?
Si contorcono in un tripudio
Festoso, un’orgia macabra
Sui morti sogni altrui.
Ma niente più aspirano
E nulla più meritano, ahimè!
Che crogiolarsi nel fango
Del fallimento di cui si pascono.
E allora, lancio un’occhiata
Alla Luna Sanguigna, lassù:
«Meglio tu, beffarda Luna,
Che mi sfidi, di queste cose
Vili e ignobili che strisciano
E vivono, parassiti, degli altri».
07/04/22

Le immagini di accompagnamento sono generate con il supporto di IA.
Per maggiori informazioni: Trasparenza AI
Lascia un commento