Ora ti ho vista infine,
O mia Musa… esisti!
Capelli di fuoco liquido,
Occhi di cerva indomita,
E tanto ardore in petto…
Eccola, ora sento di nuovo
La Poesia levarsi nell’aria,
Il canto che per me emani
Nel deserto di cenere,
Più forte del vento,
Più lieve della rugiada.
Non saprò mai tradurlo
In parole, lo so, sono Pateta,
Ma questi versi spezzati,
Incompleti e abortiti,
Formano un’immagine,
Un affresco che si riempie
Della tua luce, o Musa.
E quel dipinto è mille
Milioni di volte meglio
Della landa bigia in cui vago.
Potessi morire con la tua
Visione nel cuore sarei
Un Profeta felice, e non più
Solo Maledetto.
30/05/22

Le immagini di accompagnamento sono generate con il supporto di IA.
Per maggiori informazioni: Trasparenza AI
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